Non è la spesa, sono cesti di Natale.

12 dicmebre 2025 | di Foster | fostermag.com

Cesti di Natale e regali gastronomici

I cesti di Natale sono più vivi che mai, anche se oggi, più che riempirli con prodotti da supermercato,
ha senso scegliere con cura un solo prodotto prezioso — qualcosa che difficilmente potremmo permetterci
nella normale spesa settimanale. Un regalo pensato per un momento speciale, un piccolo lusso da condividere.


Abbiamo sempre regalato cibo, dalla notte dei tempi, o meglio da quando il cibo era poco, quindi prezioso,
ed un simbolo di status. Il cibo si offriva agli dèi, ai re, ai padroni, quando il gesto non era solo
cortesia, ma indulgenza o dimostrazione di potere.

Nel Medioevo e nel Rinascimento, i nobili ricevevano e spedivano in dono botti di vino pregiato, salumi,
dolci e spezie esotiche. Durante il periodo natalizio, le corti europee organizzavano vere e proprie
strenne gastronomiche: grandi ceste o casse colme di leccornie, panettoni o dolci speziati, formaggi
stagionati e frutta secca.

Non era raro che i cibi fossero decorati e presentati con raffinatezza, trasformando il dono in
un piccolo evento scenografico che univa valore pratico e simbolico: nutrire, stupire e affermare prestigio.

Questa consuetudine, inizialmente riservata all’élite, si è poi diffusa nelle classi emergenti che a Natale
potevano concedersi cibi più preziosi, sofisticati o esotici come le arance o mandarini, il torrone,
il cioccolato, i dolci come il panettone. Liquori o distillati, per gli adulti.

Regali da supermercato

Per molti Millennials il ricordo è quello degli anni Ottanta. Una scatola di cartone con dentro un

panettone (industriale)

e una

bottiglia di Moscato d’Asti
,
combo del brindisi di Natale o fine anno. Le

pubblicità

di quei panettoni hanno segnato l’immaginario di una generazione, i vini a basso prezzo inclusi in quelle
confezioni il nostro pregiudizio nei confronti degli ottimi vini dolci con cui accompagnare il momento
del dessert. Ma non c’erano solo quelli.

I pacchi regalo con il panettone dentro sono un’intuizione di Alberto Alemagna, che già a fine anni Cinquanta
scriveva sulle cappelliere e nelle pubblicità “Spedizioni in tutto il mondo”.

Cesti in vimini, con cotechino o zampone, lenticchie, frutta esotica erano un altro must anni Ottanta e Novanta,

consegnati alla porta avvolti in sacchi di plastica trasparente. Dentro i più fortunati trovavano
prodotti all’epoca ancora preziosi come ananas, datteri, salmone, champagne.
Nel 1979 l’attore Nino Manfredi pubblicizzava una «chiccheria per le grandi occasioni», ovvero 500g in latta
di Lavazza Oro. Alla tv giravano gli spot della Sperlari, o del Chivas Regal «prestigioso, raffinato,
il più regale dei whiskey» sentenziava la voce profonda fuori campo.

Oggi molti di quei consumi (pensate al salmone affumicato,

ne abbiamo scritto qui
)
sono diventati parte della spesa quotidiana, nulla di speciale.

Cesti di Natale vintage
Credits Facebook Natale Nostalgico

Le statistiche lo dicono

Secondo un’indagine di Coldiretti/Ixè del 2022, i cesti enogastronomici si confermano protagonisti del Natale
scelti da oltre una famiglia su tre (34%) come regalo o decorazione sotto l’albero. L’Osservatorio Economico
Confcommercio Parma dice che i prodotti enogastronomici sono stati i regali preferiti per l’85% delle famiglie
italiane, secondo una indagine Confcommercio-Format Research sono stati l’81%, con una crescita di 8 punti
percentuali dall’anno precedente. Le ricerche di Google fotografano chiari picchi a dicembre di chi cerca
“cesti di Natale” online, con un picco massimo raggiungo nel Natale 2024.

Qualunque statistica si guardi sembra confermare una sola cosa: i cesti di Natale sono più vivi che mai.
Ma solo che non sono più quelli di una volta.

La rinascita dei cesti di Natale

L’era delle ceste regalo sembrava oramai tramontata per sempre, soppiantata da “pensierini”, “esperienze”,
ma nel 2020, complice la lontananza, è stato il ritorno della versione 2.0 dei pacchi regalo: couvette, box,
kit, scatole, borse e cassette messi insieme da chef, ristoranti, produttori di grido e agriturismi.
Da ordinare online, spedire a destinazione e arrivare proprio come avrebbe voluto Babbo Natale,
direttamente sotto l’albero.

Da
Peck
il cesto regalo è una tradizione.
Tramonto in dispensa, per aprire un grande rosso con qualcosa di buono ma semplice
(come suggeriamo in questo

articolo
),
Abbraccio sul finale per gli amanti dei dolci,
Senza ma con cuore per i celiaci.
Da Eataly ci sono versioni più o meno elaborate che vanno dai 25€ in su,

Cortilia

va dal tè delle cinque a quelli vegani.
Persino

Smartbox

fa i suoi, regionali come un viaggio: Liguria, Puglia, Molise…
Carrefour ha quelli di Viaggiator Goloso e anche Bauli, Balocco e Tartufone continuano la produzione.

Cesto regalo Cortilia
Cortilia
Cesto regalo Smartbox
Smartbox
Cesto regalo Viaggiator Goloso
Viaggiator Goloso
Cesto regalo Peck
Peck

Uno, poco, ma buono

L’epoca delle cornucopie e dell’abbondanza è oramai finita.

Regalare 5kg di prodotti che si potrebbero comprare al supermercato è diventato un controsenso.

Meglio scegliere un solo oggetto, ma speciale, magari frutto di una conoscenza diretta di chi lo produce,
che incontri una passione di chi lo riceve – proprio

come fosse un buon libro
.

Pepe rosso di Kampot KHLA


Pepe rosso di Kampot KHLA

19,50€

Un pepe pregiato, macinato fresco, cambia un piatto. Rende speciale un uovo, una pasta in bianco,
un pesce al forno. Perfetto per chi cucina poco, ma ama la qualità.


Salumi Levoni


Salumi Levoni

73€

Party people? Lungo un metro e mezzo, pesante 2,5kg arriva con il suo tagliere per essere portato in tavola.
Per non arrivare a mani vuote a grandi ritrovi di famiglia.


Cotechino Bettella


Cotechino Bettella

47€

Realizzato con carni magre e selezionate da maiali allevati dall’azienda che li produce
“il Maiale Tranquillo” è il cotechino per estimatori – e per chi vuole cambiare idea. Da cuocere.


Mozzafiato Incuso


Mozzafiato Incuso

21€

Il più prezioso, amato dagli chef. L’Olio di Settembre nasce dalla raccolta anticipata delle olive
Nocellara del Belice. Con una resa inferiore al 10%, mozza letteralmente il fiato ed è un olio
gastronomico – non da cucina.


Kimchi Pop


Kimchi Pop

10,95€

Kimchi artigianale ma fatto a mano in Italia con una ricetta antica coreana con Gochugaru.
Più o meno piccante, anche vegano, per chi vuole tutto a km zero ma ama le cucine dal mondo.


Alici Rizzoli


Alici Rizzoli

24,99€

Non del Cantabrico, ma fatte a Parma con una ricettazione segreta, immutata dal 1906 e svolta
artigianalmente con gli stessi macchinari di un tempo. Per dare un twist al pane e burro.


Limoncello Nazionale


Limoncello Nazionale

20,84€

Scordarsi il limoncello del supermercato da pochi euro. Per gli amanti, e gli intenditori,
il limoncello con vero infuso di scorze di limone, nell’interpretazione dei rivoluzionari
di Spirito Italiano – un bar di paese eccellenza italiana nell’entroterra della Costiera.


Casa Marrazzo Sugo di pomodoro San Marzano DOP


Casa Marrazzo

12€

Sugo di pomodoro San Marzano DOP dell’Agro Nocerino Sarnese in vaso Collezione 1934 che ha ottenuto
il “Diamond Award” al prestigioso premio internazionale Pentawards. Da vuoto, si conserva.


Almave distillato analcolico


Almave distillato analcolico

31,95€

Per chi fa Dry January, non può bere o è astemio tutto l’anno, il primo distillato analcolico
di agave blu di alta qualità, fondato dal sette volte Campione del Mondo di Formula Uno,
Lewis Hamilton. Per chi ama il Mezcal.


Biancoinsolito X Parmigiano Reggiano


Biancoinsolito X Parmigiano Reggiano

49€

Formaggi di design, The Parmigiano Edition, Appennini Selection. Tre produttori, tre eccellenze,
Vacche Brune, Vacche Rosse e Parmigiano di Montagna per tre stili e tre stagionature.


Infinito Gin Rosati 1877


Infinito Gin Rosati 1877

Ad Ascoli Piceno sono la farmacia più famosa e storicamente fanno anisetta. Ma questo gin che vede
fra le botaniche foglia di Ulivo all’Anice Verde di Castignano, Ginepro, Alloro, dal Rosmarino
alla scorza d’Arancia. Cattura l’essenza delle Marche e fa venire voglia di Martini. Dirty.



Articolo originariamente pubblicato su

Foster Magazine
.

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